a me mi non si dice ma però


Cosa facciamo qui?

Sicuramente vi starete chiedendo a cosa serva questo blog. La risposta è semplice:
a nulla!
E' solo un blog, no?
Comunque, c'è venuta l'idea di utilizzare questo spazio per parlare bene o male di quello che per diletto o per sfortuna vi è capitato di vedere, di leggere e perchè no, anche di vivere.
Si dia quindi libero sfogo ad una delle attività che riesce meglio a chiunque:
la critica.

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sabato, 19 novembre 2005
Harry Potter and the Globet of Fire

Oggi mi sono privata del pranzo pur di andare a vedere Harry Potter a cinema allo spettacolo delle 12.35. Dite la verità, questa sì che si chiama dedizione, vero? Comunque. Appena arrivata a casa non poteva proprio esimermi da una piccola recensione circa la visione. Vi avviso che c'è qualche piccolo spoiler, ma solo sulla trama, quindi chi non ha letto il libro e non vuole rovinarsi la sopresa, si astenga dalla lettura. Sarò breve: che figata!! Mi è piaciuto veramente tanto, probabilmente anche perchè il libro, all'epoca, mi piacque un sacco. Direi che complessivamente rappresenta la perfetta fusione di quanto di buono c'era nei film precedenti (e non mi dite che non c'era nulla di buono nei primi due). Dotato di una su identià, piacevolmente cupo come il terzo, caramelloso (se si capisce cosa intendo) quando serve come i primi due. Insomma, resta il senso del meraviglioso, ma quando c'è da scendere nel dark, il regista non si tira indietro. Esempio perfetto è l'inizio del film, secondo me molto, molto bello.
Ci sono molte situazioni che strappano qualche risata, siparietti divertenti e quant'altro, tra l'altro molto ben studiati, visto che, come sa chi ha letto il libro, alla fine arriva la botta, che quindi risulta ancora più pesante.
Visivamente e a livello di effetti speciali, che gli vuoi dire? Ottimo, ovviamente. Bellissime le ahimè poche scene sulla coppa di Quidditch, stupefacenti gli arrivi in barca e in carrozza delle due delegazioni straniere. Non mi dilungo manco sull'ungaro spinato. Basta che vi dica che adesso VOGLIO il pupazzetto, è tassativo. Molto figo il labirinto. Buona come al solito la rappresentazione della vita della scuola, siamo però tutti affiltti per la mancanza di qualsiasi accenno al CREPA. Menzione di merito ai gemelli Weasly: ottimamente rappresentati, mi hanno strappato un paio di applausi.
Veniamo alle pecche: inizio frettoloso. Le cose da dire e i fatti sono un sacco, lo sappiamo, e quindi il regista concentra nei primi minuti tutto quello che gli serve per il prosieguo della storia, ottenendo però l'effetto bignami: sembra che tutto sia riassunto nel modo più sbrigativo possibile.
Finale meno cupo del dovuto: insomma, la scena nel cimitero me la immaginavo più epica, e anche Lord Voldemort me lo immaginavo un po' più mistico. Certo, Ralph Finnies riesce a dargli delle movenze studiate e ieratiche che ho molto apprezzato, ma comunque Voldemort resta un po' troppo carnale. Anche la parte del legame tra le bacchette secondo me poteva essere resa meglio, così è un po' carente di pathos.
Infine, il finale è un po' troppo allegro. Niente di che, eh, ma è pur sempre rinato Lord Voldemort, e Harry sembra riprendersi un po' troppo in fretta dalla morte di Cedric.
In ogni caso, ripeto, film che mi è piaciuto da morire. Direi che è il migliore dei quattro. Forse il terzo, come film in sé, è meglio strutturato, ma come film di Harry Potter, ammettiamolo, era un po' strano. Questo riesce invece a realizzare meglio il compromesso tra il desiderio di fare un film che sia comunque in qualche modo un prodotto differente dal libro e allo stesso tempo riuscire a rendere le atmosfere della pagina.
Molto consigliato.

* a me mi è stato detto da licia_t alle 17:16 *
* amemi link * commenti (6) * film *

venerdì, 18 novembre 2005
Ptolemy's Gate

È una mia impressione o questo posto sta facendo le ragnatele, da qualche tempo a questa  parte? In ogni caso, io di certo non ci scrivo da un sacco di tempo, quindi direi che è ora di postare.
Allora, l'oggetto del mio recensire oggi è Ptolemy's Gate, libro di Jonathan Stroud che conclude la Trilogia di Bartimaeus, composta da L'Amuleto di Samarcanda, L'Occhio del Golem e La Porta di Tolomeo, appunto.
Ho già avuto modo di recensire da queste parti L'Occhio del Golem, e quindi sapete che io adoro Stroud. È il mio scrittore fantasy preferito. Questo mio amore quindi inficia di certo un po' il giudizio sull'opera in sé, che mi ha letteralmente entusiasmata. Ottima conclusione per un'ottima trilogia. Cpme al solito, i difetti per primi: poca uniformità di trama sull'arco dei tre libri. Mi spiego: i tre libri raccontano tre storie differenti, legate però da un unico fil rouge. Il problema è che il fil rouge è quasi del tutto assente nel primo libro, per poi manifestarsi magicamente nel secondo e venire fuori con prepotenza, ma anche un po' raffazzonato, nel terzo. Mentre c'è continuità di tematiche tra i tre libri e un coerente sviluppo dei personaggi, la trama non resta unitaria, sebbene tripartita. Secondo, e ultimo (vi ho detto che l'ho adorato), difetto è un certo scatto piuttosto brusco nell'evoluzione di Nathaniel, cosa che mi è stata fatta notare da Giuliano. Io lo considero un peccati veniale, ma di certo si poteva fare di meglio.
Veniamo ai pregi. Coinvolgente. Ottima caratterizzazione dei personaggi. Un mondo assolutamente fantastico. La cosa che mi è piaciuta di più è stata l'ambientazione. Il mondo raccontato Stroud è sí dominato dalla magia, e quindi in qualche senso meraviglioso, ma soprattutto dominato dalle ambizioni. Nessun personaggio è completamente positivo: non i demoni bistrattati e sfruttati dagli umani, non i comuni che giacciono sotto il tallone dei maghi, e men che mai i maghi. Poi c'è il potere, che li lega tutti. Una smania meravigliosamente descritta nelle pagine finali del libro, quando il secolare desiderio di onnipotenza dei maghi trova infine il proprio terribile compimento. È un mondo cupo, buio, in cui ognuno segue con impotenza la propria strada, in cui la ribellione spesso è vana, se non accompagnata da supremi atti di sacrificio.
Non mi riesce mai di parlare di questo libro senza paragonarlo alla saga della Rowling. Del resto, il sottogenere è lo stesso. Ecco, per quanto la Rowling si sforzi, tra uccisioni di personaggi, stragi e quant'altro, il mondo di Harry Potter resta sempre un mondo di favola, coi buoni e i cattivi. Stroud invece non ha difficoltà alcuna a presentarci un mondo davvero cupo, davvero in bilico, a mostrarci le molteplici facce della meschinità, perfettamente incarnate dai deboli cospiratori, e non mette in scena neppure un eroe, se non forse Tolomeo, che però nella sua grandezza ci appare forse volutamente sfocato, quasi disumano. Benchè non ci siano eroi (anche Kitty difficilmente può essere considerata una vera eroina, né può esserlo Nathaniel), ci si affeziona incredibilmente ai personaggi. Che sono veri, vivi, in movimento perenne. La volitiva Kitty che ha la forza di credere in chi è stato il suo nemico, Bartimaeus e i suoi ricordi, i suoi rimpianti, Nathaniel che si batte per ritrovare se stesso.
C'è un senso di grandezza, di tragedia incombente, che aleggia su tutto il libro e che lo rende la degnissima conclusione di una splendida saga, passata sotto un immeritatissimo silenzio.
Una noticina tecnica: rimarco ancora una volta la straordinaria capacità di Stroud di gestire i molteplici punti di vista. Io che sto facendo i conti con questo artificio narrativo da qualche tempo, mi rendo conto che è difficile incarnarsi con successo nei vari personaggi, e soprattutto tenere viva l'attenzione del lettore per ciascuno dei punti di vista. Stroud ci riesce alla grande: parla di Kitty, e quando finisce ne vorresti ancora. Poi passa a Nathaniel, e non ti annoi, ti interessa vedere cosa gli accade. Un capitolo per ogni personaggio, e non c'è una volta che sia una che abbia desiderato saltare quel capitolo per leggere di un altro personaggio.
Compratelo. Adesso lo trovate solo in inglese, tra qualche mese anche in italiano. Io dico che vale moltissimo.

* a me mi è stato detto da licia_t alle 11:45 *
* amemi link * commenti (16) * libri *




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