a me mi non si dice ma però


Cosa facciamo qui?

Sicuramente vi starete chiedendo a cosa serva questo blog. La risposta è semplice:
a nulla!
E' solo un blog, no?
Comunque, c'è venuta l'idea di utilizzare questo spazio per parlare bene o male di quello che per diletto o per sfortuna vi è capitato di vedere, di leggere e perchè no, anche di vivere.
Si dia quindi libero sfogo ad una delle attività che riesce meglio a chiunque:
la critica.

Come partecipare

Vi basta soltanto mandare un messaggio privato a grRRiiz o a ninna_r con oggetto AMEMINONSIDICE.
Se vi vedete bene anche nel ruolo di piccoli recensori è meglio.

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a me mi è stato detto
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venerdì, 28 luglio 2006
Memorie del sottosuolo

Quando lessi il mio primo libro dostoevskijano ciò che piacevolmente mi colpì era la capacità dell'autore di sondare l'animo umano con incredibile conoscenza, e andando notevolmente in profondità.
Di questa seconda lettura l'impressione è che Dostoevskij non solo vada in profondità, ma vada anche "oltre".
Alla fine del libro lui dice di aver messo insieme la figura dell'"anti-eroe", ovvero, quel personaggio che dai libri non dovrebbe riuscire a emergere, e tuttavia, per quanto meschino, cattivo e vigliacco, riesce a trasmettere il messaggio che, in quanto pieno di difetti, esso corrisponde alla realtà, ed in quanto tale vive realmente, e perciò deve essere apprezzato.
L'Io narrante è un folle, questa è l'impressione che si ha leggendo il libro, eppure, nella follia, la sua voce ci offre spunti di riflessione razionali, sensati, profondi, e che della pazzia hanno solo il fatto di essere posseduti da poche ed eccelse menti.

«Non avevo nemmeno capito che lei si nascondeva apposta dietro la canzonatura, che quella era la solita ultima scappatoia delle persone pudiche e caste di cuore, a cui si tenti penetrare nell'intimo con volgare importunità e che fino all'ultimo momento non si arrendono per orgoglio e temono di palesare il loro sentimento dinanzi a voi. Già dalla timidità con la quale ella era venuta, in più tempi, alla sua canzonatura e soltanto da ultimo si era decisa a metterla fuori, avrei dovuto indovinarlo. Ma non l'indovinai e un sentimento maligno s'impadronì di me.»

* a me mi è stato detto da Nerebiglie alle 11:31 *
* amemi link * commenti * libri *

giovedì, 20 luglio 2006
A sud del confine, a ovest del sole

"Qualsiasi cosa, se rimane a lungo uguale a se stessa, finisce per esaurire a poco a poco la propria energia."

"A furia di ripercorrerla tante volte nella memoria, comincerà a poco a poco a cancellarsi."

Dopo "Tokyo Blues - Norwegian Wood" eccomi a recensire un altro libro di Haruki Murakami. Apprezzo dell'autore questa particolarità di accostare la musica alla letteratura, come se fosse una cosa naturale tirare in ballo altre arti mentre si compone un'opera, un romanzo in questo caso.
Sino ad ora ho sempre apprezzato gli scrittori giapponesi ma, a parte "Musica" di Y.Mishima, devo dire che non li ho mai trovati particolarmente coinvolgenti. È come se ti facessero sfiorare la trama senza fartene impossessare prepotentemente. Ammiro il loro stile sobrio ed elegante, soprattutto quando parlano di sesso, in maniera incredibilmente esplicita, ma senza mai rasentare la volgarità.
Questo libro mi è piaciuto perché fa crescere nel lettore un'aspettativa che però non verrà poi realmente soddisfatta. Murakami ci parla di Hajime (che significa "inizio"), lasciando che egli ci narri la sua vita attraverso i legami avuti con delle donne per lui importanti, ma anche passo passo nel percorso esistenziale che da ragazzo lo porta ad essere adulto. Ci parla di un'esistenza al limite, tra sogno e realtà, tra doveri e aspirazioni, tra desideri astratti e fatti concreti.

* a me mi è stato detto da Nerebiglie alle 20:24 *
* amemi link * commenti (1) * libri *

venerdì, 14 luglio 2006
Radio America

Ieri sono andata a vedere l'ultimo film di Robert Altman "Radio America", o "A prairie home companion".
Ho letto una breve recensione prima della visione, non sapevo bene cosa dovessi aspettarmi dal film, ma non credevo che sarei andata a vedere una specie di "musical".
Una radio storica è giunta alla sua ultima puntata, il teatro da dove trasmette è stato acquistato da una potente compagnia e verrà smantellato quanto prima. Il cast si organizza per dare al pubblico un degno addio, con una speciale ultima puntata a cui partecipano i gruppi storici che hanno da sempre dato vita al programma.
Elemento particolare del film è la presenza di una donna-angelo (Virginia Madsen), che assiste alla puntata radiofonica perché poi dovrà "portare al cospetto di Dio" uno degli artisti, un vecchietto che fa il country da una vita, e che se la fa con la signora dei panini, anche questa ormai corredo del teatro.
Il film è, tutto sommato, piacevole, anche se, da principio, una sola domanda ti rimbomba più volte in testa: "quando inizia?"
Il cast è incredibile: Tommy Lee Jones (il "tagliateste" della compagnia che ha acquistato il teatro), Meryl Streep (che fa la cantante in un duo e che, ammesso sia la sua, ha una voce strepitosa e canta veramente bene), Kevin Kline (l'addetto alla sicurezza più stordito del mondo), Woody Harrelson (cantante in un duo "madriano", notevolmente sexy anche con la barba), e altri…

* a me mi è stato detto da Nerebiglie alle 11:05 *
* amemi link * commenti * film *

mercoledì, 12 luglio 2006
Comunicazione di servizio

Ringrazio tutti coloro che stanno mandando avanti questo blog nonostante l'assenza dei due creatori...
Mi scuso con Nerebiglie visto che solo oggi ho avuto il tempo di aggiungerla nel template anche se sono passati mesi dalla sua prima recensione...
Detto questo sotto con le critiche!!! Non vedo l'ora di riaprire lunghi dibattiti...

* a me mi è stato detto da ninna_r alle 11:10 *
* amemi link * commenti (1) * generale *

martedì, 04 luglio 2006
Se una notte d'inverno un viaggiatore

Leggere questo libro è stata un'impresa, non tanto perché è pesante, complicato, o altro, ma perché sono intervenuti infiniti fastidi a distogliermi dal piacere di questa lettura.
In questo romanzo Calvino dà prova della sua bravura, in questo inno all'amore per la lettura (e per la scrittura) l'autore consente a noi, ipotetici lettori, di cimentarci, in una volta sola, in dieci storie differenti.
Per dieci volte, infatti, "il lettore" inizia a leggere un libro che conquisterà la sua attenzione, e proprio quando egli si sentirà coinvolto dalla storia, questa finirà.
Insomma, se amate la lettura, vi aspettano dieci mancati orgasmi.
Lo stile di Calvino è ben riconoscibile in ogni incipit, benché ogni storia si regga da sé, senza far leva sul capitolo precedente. Doppia personalità? Ben oltre… L'autore riveste i panni, di volta in volta, di dieci autori differenti. In un'intervista Calvino dice: "…in qualche momento mi sono sentito come attraversato dall'energia creativa di questi dieci autori inesistenti".

Estratto:
«Potrebb'essere un lineamento importante che s'aggiunge al tuo ritratto: la tua mente ha pareti interne che permettono di separare tempi diversi in cui fermarsi o scorrere, concentrarsi alternativamente su canali paralleli. Basterà questo per dire che vorresti vivere più vite contemporaneamente? O che effettivamente le vivi? Che separi ciò che vivi con una persona o in un ambiente da ciò che vivi con altri e altrove? Che d'ogni esperienza dai per scontata un'insoddisfazione che non si compensa se non nella somma di tutte le insoddisfazioni?»

* a me mi è stato detto da Nerebiglie alle 17:29 *
* amemi link * commenti (3) * *




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