a me mi non si dice ma però


Cosa facciamo qui?

Sicuramente vi starete chiedendo a cosa serva questo blog. La risposta è semplice:
a nulla!
E' solo un blog, no?
Comunque, c'è venuta l'idea di utilizzare questo spazio per parlare bene o male di quello che per diletto o per sfortuna vi è capitato di vedere, di leggere e perchè no, anche di vivere.
Si dia quindi libero sfogo ad una delle attività che riesce meglio a chiunque:
la critica.

Come partecipare

Vi basta soltanto mandare un messaggio privato a grRRiiz o a ninna_r con oggetto AMEMINONSIDICE.
Se vi vedete bene anche nel ruolo di piccoli recensori è meglio.

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a me mi è stato detto
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sabato, 17 febbraio 2007
Il grande capo

Fantastico!
E' la prima volta che mi cimento nella visione di un film di Lars von Trier, e devo dire che sono rimasta pienamente soddisfatta di ciò che ho visto.
La pellicola è girata in maniera originale, i tagli che intervengono a scandire il ritmo delle scene danno un senso di "ordine" ad una storia che rappresenta in qualche modo il caos.
Il protagonista è un attore disoccupato che viene ingaggiato per fingersi, durante una transazione d'affari, presidente di una grossa compagnia di informatica. L'attore che è stato scelto per interpretare il ruolo è più che azzeccato, solo un altro al suo posto avrebbe potuto dimostrarsi all'altezza di un ruolo simile: Woody Allen.
Il film è incredibilmente divertente, le situazioni e le battute sono semplici e intelligenti, e causano ilarità diffusa. E' incredibilmente piacevole rendersi conto che senza effetti speciali, senza scenografie mozzafiato, senza praticamente niente di tutto quello che ci viene quotidianamente proposto dalle pellicole hollywoodiane, si può provare del gran gusto nel vedere un film che non è azzardato definire: geniale.

* a me mi è stato detto da Nerebiglie alle 19:45 *
* amemi link * commenti (1) * film *

lunedì, 05 febbraio 2007
Nel museo al calar delle tenebre...

Sabato sera mi sono concessa Una Notte al Museo.
Ora, innanzitutto la scelta del film. È stata un po' atipica. Ero in giro coi miei cugini, e abbiamo deciso di andare a cinema. Di volata ho consigliato di andare a vedere questo, di cui avevo solo visto il trailer una volta. In genere i film li scelgo dopo estenuanti visioni reiterate di trailer e altro, più lettura commenti vari. Su questo mi sono invece buttata a pesce. E devo dire che è andata molto bene.
Vi riassumo per sommi capi la storia: un tizio, tal Larry, con la vita un filino scombinata e sfornito di un lavoro decente, riesce a farsi assumere come custode notturno in un desertissimo Museo di Storia Naturale. Il lavoro sembra palloso: star lì a controllare che niente entri o esca dal museo. La prima notte di lavoro dimostrerà al povero Larry che il compito è a dir poco improbo...
È un film fantastico, tratto da un libro basato su un'idea secondo me geniale: un museo in cui i reperti si animano. Se a dodici anni avessi letto un libro così probabilmente avrei iniziato a scrivere fantasy molto prima. Il film non perde l'occasione per sfruttare queste idea nel migliore dei modi. Innanzitutto l'ambientazione è una figata: se davvero in america i musei sono così, beh, tocca proprio andarli a vedere. Il posto è in stile vittoriano, ambienti eleganti e un po' freddi, ed è pieno di cose fighe: diorama a go go, ricostruzioni di sale tombali egizie e anche un enorme scheletro di T-Rex.  Un posto ideale per un storia fantastica. Perfetti e spassosi, poi, tanto Ben Stiller, il povero Larry, che Robin Williams, nei cerosi panni di Teddy Roosvelt. C'è anche Dick Van Dyke, che ovviamente detto così non dice niente né a me né a voi, ma è l'indimenticabile spazzacamino di Mary Poppins.
Ora, il film in sé non aggiunge nulla di nuovo a tanti temi fin troppo cari agli americani: e lo sfigato che ha un difficile rapporto col figlio, il credere in se stessi, l'Eroe e bla bla bla. Per fortuna, tutti questi aspetti stanno alla fin fine sullo sfondo. La cosa importante è il Museo, il suo microcosmo fantastico, le sue dinamiche interne, i suoi personaggi. Sono tutti perfetti. A partire dal T-Rex, protagonista di una scena che io trovo geniale, e che non vi svelo perchè vi farei un torto. Per tacere della bella indiana col nome impronunciabile, o di Gebedia e Ottavio. Un piccolo mondo fantastico in cui è un piacere perdersi. E gli effetti speciali, ovviamente presenti, per una volta non schiacciano il gusto di raccontare una bella storia, anzi, un bel mondo. Tutto il film è pieno di quel sense of wonder che ti fa staccare la spina e ti permette di entrare dentro la pellicola, perdendotici dentro per 108, godibilissimi minuti.
Un piccolo film, per certi versi, con poche ambizioni, ma che centra l'obiettivo. Guardarlo è un piacere, uscito dal cinema ti resta dentro per un bel po', e ti ritrovi a pensare a certe scene e a ridere come uno scemo. Io ve lo consiglio. Ogni tanto bisogna sapersi semplicemente divertire, e tornare ragazzini per un'oretta.

* a me mi è stato detto da licia_t alle 10:55 *
* amemi link * commenti (1) * film *

giovedì, 01 febbraio 2007
Pratchett e le sue guardie del Mondo Disco

Sono un po' timorosa a parlare di un libro e di un autore così poco convenzionale, ma che io amo moltissimo e trovo geniale per mille cose, per la sua critica sottile, per la sua comicità tragica. Qui in particolare recensisco il primo libro della saga del Mondo Disco: a Me le Guardie

A me le guardie mi ha ricordato proprio quando ne avevo bisogno quanto un libro possa essere coinvolgente, efficace, divertente e come riesca a far riflettere anche grazie ad un'esilarante storia di fantasia.
Il Mondo Disco è un universo pulsante e reale, che senti pompare vita dentro le pagine sottili e fragili, un intero mondo costretto intrappolato dentro a quelle fitte righe nere, che come per magia prendono vita nella tua mente. Il Mondo Disco è un pugno nel petto, ogni frase, ogni immagine, ogni azzeccatissimo paragone o similitudine, ti colpisce in pieno, imponendoti la sua esistenza. E' un mondo che trabocca di vita, una vita imperfetta e ridicola, lo specchio della nostra esistenza effimera, che non ha nulla a che vedere con la fastosa magnificenza dei soliti fantasy. Ecco la prima spietata critica: con questo romanzo sconvolgi gli assiomi primari del fantasy, la sacralità della magia e l'eroismo dei personaggi che per tradizione pervadono questo genere, vengono sostituiti da una tagliente visione della magia come di una pericolosa arma nelle mani sbagliate, i protagonisti sono tutto meno che impavidi eroi, sono persone perfettamente normali, con un milione di difetti e pochi pregi.
Nella metropoli di Ankh-Morpork, povera di bellezze artistiche o beni culturali, l'unico cruccio di tutti i cittadini e del Patrizio, massima autorità della città, è che il commercio e l'economia della città giri, che si venda e si compri a volontà, che i soldi circolino. Poco importa se la città ha ormai l'aspetto di un'immensa discarica. Proprio per aiutare l'economia fiorente di Ankh-Morpork, assassini e ladri si sono organizzati in gilde, pagano regolarmente le tasse, possono rubare solo un certo numero e un certo tipo di preziosi all'anno, uccidono solo su appuntamento, e sono proprio i capi di queste due gilde, più quella dei commercianti, anche loro non esattamente degli stinchi di santo, a fare il bello e il cattivo tempo della città. In un luogo simile, a cosa può servire l'ormai decadente Guardia Cittadina? Tant'è che il disilluso capitano Samuel Vimes, depresso dalle condizioni miserevoli della Guardia, affoga il suo dispiacere nell'alcol. E i suoi colleghi non sono molto migliori: l'orribile e viscido Nobby, il sergente Colon, e la nuova recluta Carota, ingenuo gigante naturalizzato nano. Ormai non esiste più una legge da far rispettare, né delle persone che si possano punire o multare, l'entusiasmo del giovane Carota viene represso da delle infinite e noiose ronde notturne il cui unico compito è rassicurare gli abitanti che “tutto va bene” anche se non è affatto così. La noiosa esistenza senza scopo di Ankh-Morpork viene interrotta dall'arrivo di un enorme e micidiale drago, evocato con la magia, grazie ad un libro trafugato dall'università invisibile, allo scopo di terrorizzare e sottomettere la città, fino all'arrivo del proverbiale principe senza paura che sconfiggerà la bestia e si impadronirà del trono, anche se effettivamente non ha una goccia di sangue blu nelle vene. La prevedibile popolazione di Ankh-Morpork, descritta come un personaggio a sé, dotata di una volontà comune, che accetta ogni cosa che gli viene presentata e offerta, festeggia il proprio eroe. Come dice il Patrizio, parlando del suo popolo come se lo conoscesse e lo tollerasse in un modo per nulla dissimile a quello di un giocatore di scacchi che usa le sue prevedibili pedine, ignare del piano a cui stanno partecipando e credenti fermamente che siano loro a decidere, a scegliere e a governare “laggiù c'è gente che seguirà qualsiasi drago, venererà qualsiasi dio, tollererà qualsiasi iniquità. Tutto a causa di una specie di monotona cattiveria quotidiana. [...] Accettano il male non perché dicono di sì, ma perché non dicono di no.”.
Il re viene infatti incoronato tra l'entusiasmo generale, ma proprio durante la cerimonia il micidiale drago ritorna dall'inferno in cui il falso principe sperava di averlo spedito, e si proclama supremo monarca di Ankh-Morpork. La città vive nel terrore del suo nuovo re, pronto a ridurli ad un filo di fumo o poco più se dici una parola di troppo. Ma alla fin fine sarà pur sempre la forza dell'amore a trionfare, unendo il piccolo draghetto di palude Errol, l'animaletto rifilato a Vimes da Lady Ramkin, aristocratica signora perdutamente infatuata di ogni tipo di rettile sputafuoco, e l'imponente drago che terrorizza la città, che a quanto pare è, per così dire, una dragonessa. Nel frattempo il capitano Vimes corre a palazzo per incastrare, grazie all'aiuto del tenace Bibliotecario, tramutato in orango a causa del contatto prolungato con la magia contenuta nell'Università Invisibile, il ladro de “L'evocazione del drago” e responsabile di tutte le disgrazie che si sono succedute ad Ankh-Morpork: il consigliere Lupin Wonse. Il Patrizio viene liberato e Lupin Wonse sconfitto grazie al resto della guardia.
La vita ad Ankh-Morpork torna quindi alla sua abnorme normalità, il Patrizio proclama i membri della Guardia: “Eroi Cittadini” e concede loro un aumentò di dieci dollari al mese, un bollitore nuovo (visto che Errol aveva voracemente trangugiato il vecchio) e un bersaglio per freccette.
A me le guardie! E' per prima cosa una feroce critica al mondo odierno, il Mondo Disco è definito dall'autore stesso “Mondo e Specchio di Mondi”. I personaggi sono incredibilmente realistici, li vedi, pensi di poterci parlare, di poterli incontrare per strada, sono persone normali, ti fanno ridere dell'assurdità della vita e di un mondo al rovescio.
La scrittura è veramente efficace, una quantità mai vista di similitudini e paragoni per nulla scontati, quasi geniali, ti colpiscono con forza.
In questo libro ho trovato la più bella descrizione di una Biblioteca, sembra averne davvero colto e espresso l'essenza, si capisce da qui quanto Terry Pratchett ami i libri, come lettore prima che come scrittore. Nella biblioteca dell'Università Invisibile sono ammassati i libri che contengono tutto il sapere magico del Mondo Disco, in questo luogo la magia pervade l'aria, è densa, accumulata tra gli scaffali, nei corridoi polverosi; la magia imprigionata nelle pagine è tanto pesante e concentrata, il peso delle parole è tanto forte da deformare tempo e spazio, così che un corridoio lungo pochi metri può venir percorso per ore, o per anni, ci si può perdere nelle trame del tempo e finire in un'altra dimensione o in un altro tempo. E come spiega nei suoi pensieri scimmieschi il bibliotecario: “A volte le persone sono stupide. Pensano che la biblioteca sia un luogo pericoloso a causa di tutti i libri magici che contiene, il che era vero, ma ciò che la rendeva davvero uno dei luoghi può pericolosi che possano mai esistere è il semplice fatto che è una biblioteca.”.
Immergetevi nell'universo Pratchett, lasciatevi incantare, stregare, assuefare, entrate nelle pagine e lasciatevi rapire dalle parole. Troverete qualcosa di indimenticabile e unico.

* a me mi è stato detto da VioVyB alle 18:33 *
* amemi link * commenti * libri *




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