Sicuramente vi starete chiedendo a cosa serva questo blog. La risposta è semplice:
a nulla!
E' solo un blog, no?
Comunque, c'è venuta l'idea di utilizzare questo spazio per parlare bene o male di quello che per diletto o per sfortuna vi è capitato di vedere, di leggere e perchè no, anche di vivere.
Si dia quindi libero sfogo ad una delle attività che riesce meglio a chiunque:
la critica.
Vi basta soltanto mandare un messaggio privato a grRRiiz o a ninna_r con oggetto AMEMINONSIDICE.
Se vi vedete bene anche nel ruolo di piccoli recensori è meglio.
Lista da aggiornare...
davide
grRRiiz
Harion
licia_t
MadameRevanche
miz
Nerebiglie
ninna_r
StefanoRomagna
Stella2682
Valberici
VioVyB
a me mi è stato detto
*loading* volte
Salve a tutti ^^ Quanto tempo, bentrovati!!! Non è che io sia una ragazza sfaticata, ma i libri letti da giugno sono un bel po' e il lasso di tempo trascorso non mi permette di tirar fuori delle lunghe recensioni...e di scrivere forzatamente prorpio non mi va perciò accontentiamoci, no? buona lettura ^^ (la copertina svela tutto) Edizioni Tea Prezzo: 8,00€ (regalo preziosissimo di una grande amica) Forse il libro più importante di quest'anno! Romanzo autoconclusivo della maestra Bradley, narra la guerra di Troia dal punto di vista di Cassandra, figlia di Priamo ed Ecuba col dono della preveggenza e mai creduta. Attraverso la sua formazione tra amazzoni, centauri ed eroi si snoda, con piacevoli rivisitazioni mitologiche, una delle avventure epiche più affascinanti. L'autrice è di per sè garanzia di qualità; chi le è affezionato ritroverà il suo inconfodibile stile e i temi a lei cari quale l'esaltazione del valore femminile in realzione al suo indissolubile legame con l'universo maschile. Per tutti coloro che sono mentalmente aperti a romanzi storici non proprio attinenti ai mito da cui prendono origine, lo consiglio vivamente assieme a: Edizioni Piemme Prezzo: 6,50€ Primo di una trilogia per ora incompiuta a causa della morte del famoso scrittore, narra la leggendaria guerra tra Achei e Troiani, approfondendo però il personaggio di Elicaone, più noto come Enea (no, don't panic! Helikaon era il nome d'infanzia di Enea; anche io sono rimasta confusa non trovando sul dizionario nessun legame tra Elicaone ed Enea). Affascinante e si, lontana ricostruzione del mito, merita comunque di essere letto come una piacevole avventura di mare e di terra, ove gli eroi sono tali anche per i loro umanissimi difetti. Per affrontare questo romanzo è richiesta un alta dose di apertura mentale in quanto gli stravolgimenti sono numerosissimi e le omissioni mitologiche idem. Con uno stile completamete differente dalla Bradley, è un romanzo storico che va preso per quello che è: una storia che vuol intrattenere il lettore senza che il "mito" superi il confine del suo ruolo, ovvero quello di essere una cornice lontana nel tempo in cui si snodano vicende umane comuni ma eterne allo stesso tempo. Edizioni: Oscar Mondadori Prezzo: 8,90€ (come se sò sbrigati ad aumentarlo da quando lo pagai 6,80€ per un regalo...) Alzi la mano chi ha resistito all'edizione tascabile da 6€!! Ebbene si, mi sono lasciata anche io travolgere dal ciclone Kinsella e il suo "schizossessivo" personaggio che nella realtà, a detta di molti, è la mia fotocopia (peccato che per me lo shopping esiste solo per i libri e non per le sciarpine firmate). Impulsiva, immatura, bambinona, regista di kolossal e trip mentali degni di oscar, irresponsabile, tontolona insomma, Becky è tutto ciò che una donna non dovrebbe essere. Non resiste proprio a scialacquar via tutto il suo stipendio in abiti ed accessori quasi superflui (se non del tutto), o a creare situazioni davvero imbarazzanti e comicissime (alla scena delle 20£ alla conferenza ho riso per 30 minuti davanti un Aurelio alquanto perplesso). Insomma di serio questo libro non ha NULLA....o forse si? Alla fine chi non si rispecchia in un personaggio che sogna sempre, sogna il meglio e soprattutto aspira anch'esso alla piccola felicità che noi tutti desideriamo? Che poi questa "felicità" sia un concetto soggettivo pazienz, ma i desideri sono di un'intensità tale che accomuna tutti gli uomini tra di loro. Questo libro può esserne una conferma. Edizioni: Feltrinelli Prezzo: 6,50€ Su consiglio della cara Isabelle Tostin mi sono immersa nella lettura assai breve di questo piacevole romanzo (per la gioia de I SOGNATORI, i quali credono che io mi cronometri le letture, ci ho impiegato 4 ore distribuite in 2 pomeriggi). Tornando a Queneau, ci offre una storia particolare, l'adolescenza e la scoperta del mondo sessuale da parte di Sally, una diciassettenne irlandese. Non si parla certo di sesso volgare, ma di allusioni, di giochi di parole, di espressioni e cose celate; non c'è mai troppa volgarità, ma il tutto così velato e surreale (come solo Queneau può essere) che si ride anche quando si dovrebbe riflettere. Oppure si ride e riflette nello stesso tempo, lasciando sensazioni miste a tristezza e perplessità. Ripeto, lo stile non è certo quello da romanzetto rosa, ed è bene che il lettore ne sia conscio prima dell'acquisto perchè è un genere che o si ama o si odia! Ed esclusa quest'opera, ho trovato difficoltà ad apprezzare altri libri di Queneau! Per oggi è tutto, a presto con la seconda parte di recensioni ^^ (che sono i libri di un certo spessore letti per l'esame di letteratura tedesca,mi ci vorrei dedicare bene) Ari



In un gioco crudele, una figlia decide di distruggere l'immagine della madre. Ma in certe famiglie l'immagine è tutto, e quel gioco si rivela fatale. Il titolo di questo libro sembra richiamare tanti fatti di cronaca che sempre più spesso vedono come tragici protagonisti membri della stessa famiglia. In realtà, in questo romanzo non scorre nemmeno una goccia di sangue: ma non per questo la sottile, silenziosa violenza che la percorre risulta meno devastante. Nata a Trieste, Michela Franco Celani vive in Alto Adige, dove insegna in un liceo classico tedesco. Editorialista di costume e di cultura, ha ideato il premio letterario MeranoEuropa.

Leggevo il titolo del romanzo, guardavo l'immagine della copertina, fantasticavo su come poteva essere questo libro. Di cosa parlasse, che cosa andasse raccontando di un rapporto così intimo e profondo. Quali sarebbero state le ragioni per le quali si desidera uccidere la propria madre. Ma quando ho iniziato a leggere mi sono ritrovata in un vortice di ricordi e pensieri delicati, struggenti, passionali. Il racconto di una figlia che detesta la madre per un'unica reale ragione: aver pensato di uccidere la figlia. Non ancora nata. Non importa se la decisione è stata un'altra, se quella figlia è comunque venuta al mondo, se le è stato dato amore e attenzione. Questa figlia odia nel profondo. Una madre bella, con un passato d'amore rifiutato, una madre che si è accontentata e che ha riposto nella figlia ogni sua soddisfazione. Eppure una madre punita, con gesti insensati, con ripicche e vendette. Dal mostrare la giovane nudità di fronte allo sfiorire di un corpo che invecchia al peggiorare la condotta a scuola per distruggere tutte le grandi aspettative e l'orgoglio di una madre contenta. Perchè? La ragione sta tra le righe di questo romanzo, nel racconto di uno zio che fu l'amore mancato della madre, nei ricordi di un passato sospeso e mai concretizzato. Uccidere la madre è metaforico. E' spezzare ogni sorriso, ogni motivo d'orgoglio di una madre che ha pensato di non metterla al mondo. Anche il solo pensiero è stato punito severamente.
in cui regna una donna perfetta"

Marito e padre perfetto, questo era ciò che pensava Laura di Peter. Almeno fino a quando l'uomo, partito da Francoforte per rilassarsi con un amico nel Midi della Francia, viene trovato assassinato in un bosco della Provenza e Laura si ritrova catapultata in una spirale di scoperte tanto agghiaccianti quanto inaspettate sul conto del marito. Peter non solo era sull'orlo del fallimento economico, ma da tempo aveva un'amante francese, con la quale progettava di fuggire in Sudamerica per rifarsi una vita, abbandonando la moglie e la figlioletta di pochi anni. Stordita dalla verità Laura si illuderà di trovare un sostegno in Christopher, il miglior amico del marito, ma invano.
Ho pensato a questo romanzo come ad un drammatico resoconto sul tradimento, la scoperta dell'inganno e l'impotenza totale di fronte alla verità. Un pò come il film "le fate ignoranti", dove il marito della protagonista muore in un incidente e solo allora la moglie scopre il fattaccio. Stessa cosa per il romanzo della Link. Invece mi sono trovata di fronte ad un giallo. Delitti, indagini, rancori, disperazione. Un mix di tensione e sentimenti che difficilmente ho trovato nelle mie varie letture. Da una parte l'ho trovato piacevole perchè, appunto, mischiava diverse sfumature che rendevano la lettura interessante. Ma dall'altra ho sentito troppo forte la tinta del giallo, che secondo il mio modesto parere ha stonato. Avrei preferito puntasse più sulla presa di coscienza di una moglie ingannata, come nel film sopra citato, la riscoperta di un universo parallelo del quale lei non faceva parte, ma ho trovato comunque il romanzo piacevole. Niente di eccezionale ma ben scritto e farcito di altri personaggi, di altre vite, che alla fine hanno collimato nello stesso punto, chiudendo poi il sipario sulla vicenda. Non avevo letto nulla di quest'autrice ma sicuramente merita di essere letta.
Mamma mia, mi è capitato di vedere domenica sera su sky un film tratto da un racconto di H.P. Lovecraft. L'opportunità di vedere una trasposizione cinematografica di un racconto del solitario di Providence non capita tutti i giorni e così ho addirittura fatto in modo di prendere un permesso da lavoro, inventando tra l'altro una scusa. I precedenti non erano esaltanti, abbiamo infatti avuto un film dal titolo Hemoglobin molto liberamente tratto da un altro racconto del nostro che a parte un grande Rutger Hauer non regala altro che tristezza(non nel senso di commozzione, ma nel senso "che tristezza!!!"), a fargli compagni in videoteca c'è Dagon, dall'omonimo racconto, che nonostante attori poco più che dilettanti riesce a farsi guardare. Ma eccoci al fil della serata: La casa delle streghe" con il terribile Brown Jenkin, una specie di enorme ratto con la faccia umana, beh solo per lui già volevo vedere il film...Quindi mi preparo davanti alla tv, seratona ed ecco che inizia. Già ambientare un racconto ideato ai primi del novecento, ai giorni nostri gli fa perdere molta della magia immaginifica di Lovecraft, comunque soprassediamo su ciò e gustiamoci i primi spunti con le chicche come la maglietta del protagonista griffata Miskatonic university e notiamo subito l'angolo oscuro della stanza con le sue angolazioni anomale, si perché da una particolare intersezione delle pareti secondo il solitario, le streghe o meglio la strega, tale keziah mi sembra riusciva ad oltrepassare le varie dimensioni. Nel racconto la storia si dipanava con varie vicissitudini del protagonista che peraltro aiutato da un suo compagno di università scopriva di commettere atrocità senza apparentemente muoversi dalla sua stanza. Il film ha cercato di fare qualcosa del genere, con la scena della farina sul pavimento, ma non molto di più, infatti nessuna atrocità se non la ridicola apparizione del protagonista in mutande nella biblioteca universitaria. Non parliamo poi del topo, che non era di dimensioni enormi(quasi una cagnolino secondo H.P.) ma del tutto normali e il povero attore costretto ad interpretarlo avrebbe fatto meglio a fare un film comico piuttosto che orrorifico, veramente inguardabile...ad un tratto del film capisco che molte parti sono state omesse come ad esempio un viaggio in un altra dimensione dove il protagonista addirittura ruba una statuetta indigena e la riporta sulla terra, scena questa che nella mia immaginazione era molto bella e che speravo di vedere nel fil, è stata totalmente ignorata, beh fatto sta che il film volge al termine e io penso tra me e me cosa ci sarà dopo in tv e scorro gli altri canali di sky, questo mi permette di scoprire che non è passata nemmeno un'ora, così mi accingo a vedere i dettagli sul film, e tadan esso dura soltanto 55 minuti...tragico...beh il film termina con un epilogo scontato ma a quanto ricordo non concorde con la sua versione letterearia..... Voto 3,5 !!!
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