a me mi non si dice ma però


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domenica, 23 novembre 2008
Il ragazzo delle consegne






















Sei nella suite di un grande albergo di Las Vegas, hai venticinque anni, centomila dollari di debiti, il volto sfigurato e hai perso lavoro e fidanzata: come hai fatto a ridurti così? Semplice: sei il ragazzo delle consegne. Consegne di ragazze. Ragazze squillo. Un Holden più vecchio e al passo coi tempi che si muove in una Las Vegas insolita, sotto le luci ammiccanti dei casinò e sui cocci del sogno americano infranto, tra giovani che farebbero qualsiasi cosa per un po' di coca, per cui le marche sono i soli punti fermi del proprio universo e l'invito al party serale l'unico obiettivo per cui dannarsi l'anima.



Ottimo. Lo stile e come lentamente l'autore ci conduce nell'abisso del niente. Giovani ragazzi alle prese con sé stessi e il loro totale nulla interiore. Come tutti i romanzi che toccano argomenti di disagio giovanile pensavo di trovarmi di fronte alla banalità più completa. Errore! Questo romanzo tocca diverse tappe del discendere. Il protagonista assume la forma del più superficiale, privo di ideali, assolutamente vuoto. Eppure è colui che manovra la storia. Gli individui intorno a lui sono ancor più frivoli e sottili ma nel resoconto della loro inutile esistenza si colgono le ferite dell'anima. Ferite che persistono ad allargare. E non si capisce nemmeno se l'amore è un sentimento presente nella vicenda. Benchè menzionato e, apparentemente, provato. Semplice dunque arrivare ad abbandonare gli unici progetti sensati, facile perdere la possibilità di diventare padre e quindi responsabile e facile è farsi seriamente del male, restando soltanto in possesso di un animo, ma ahimè ormai logoro. Questo romanzo va letto, non racconta niente di nuovo ma lo fa con estrema semplicità senza nascondere la pochezza dei protagonisti.

* a me mi è stato detto da miz alle 13:27 *
* amemi link * commenti (1) * libri *




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