a me mi non si dice ma però


Cosa facciamo qui?

Sicuramente vi starete chiedendo a cosa serva questo blog. La risposta è semplice:
a nulla!
E' solo un blog, no?
Comunque, c'è venuta l'idea di utilizzare questo spazio per parlare bene o male di quello che per diletto o per sfortuna vi è capitato di vedere, di leggere e perchè no, anche di vivere.
Si dia quindi libero sfogo ad una delle attività che riesce meglio a chiunque:
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sabato, 19 aprile 2008
Blaze





Blaze, scritto sotto lo pseudonimo di Richard Bachman e dato alle stampe di recente, è il romanzo di King più particolare tra quelli letti. Clayton Blaisdell Jr, vero nome del protagonista, è un uomo goffo e dalle limitate capacità mentali. Alto due metri, il suo dolce peso raggiunge i 140 kg. Un vero e proprio gigante, con in più un buco in fronte causato da una caduta che non lo lascia passare inosservato.
Vittima in tutti sensi di una vita che gli ha riservato solo traumi, Blaze si guadagna da vivere grazie a furti occasionali, poi con colpi sempre più rischiosi.
E' tra una rapina e l'altra che decide, assieme al suo unico amico George, di rapire un bambino appartenente a una ricca famiglia del Maine. Peccato che George, la vera e propria mente di ogni atto criminale, muoia prima di passare ai fatti.
Il problema è che Blaze continua a sentire la sua voce, a parlare con lui come se non se ne fosse mai andato. E George gli risponde, ora scherzoso, ora contrariato, ora deciso. Questo crea nel lettore più di un grattacapo. George è morto davvero? O al contrario, è realmente esistito o quella voce che interviene quando meno ce lo si aspetta è frutto della mente deviata di Blaze? Uno scisma di coscienze?
Il romanzo non da risposte a queste domande. La lettura scorre nel continuo dubbio che qualcosa non vada per il verso giusto. Tuttavia, e questo è il motivo per cui non amo il modo in cui SK viene etichettato, nella trama non c'è alcuna vena horror. Non è neanche un thriller, ma una bella storia, superbamente narrata tra flashback e brani che si fanno strada in dettagliati aneddoti sulla vita del protagonista. Scopriremo che Clayton non è poi così stupido, che il vero motivo di tale goffaggine è da ricercare nel suo passato, in quei bui episodi che lo hanno trasformato nella persona che è adesso. Un padre violento che lo ha scaraventato giù dalle scale provocandogli un coma, i primi amori non corrisposti, le continue prese in giro dei coetanei per il suo aspetto fisico...
Blaze commuove, senza mezzi termini.
E' un cattivo, ma risulta impossibile non affezionarsi a lui, non ridere di fronte ai suoi errori, scontati per una persona normale, difficili da evitare per uno in quelle condizioni, il modo tutto suo con cui affronta i problemi. Un personaggio a tutto tondo davvero peculiare con quelle mani enormi che cullano il neonato Joe, così dolci eppure terribili quando si arrabbia. Un romanzo che lascia un profondo senso di tristezza, pervaso da un lirismo che solo lo stile del King giovanile poteva rendere tanto efficace. Si, perchè nonostante la recente pubblicazione, Blaze risale agli anni 70', ed è quindi privo del fastidioso divagare dei suoi romanzi più recenti. E se non vi bastasse una storia così affascinante, a fine lettura troverete Memory, un racconto breve da cui è cresciuto il germe creativo di Duma Key, in uscita il 4 Maggio prossimo. La ciliegina di una torta che ha il sapore giusto.

* a me mi è stato detto da StefanoRomagna alle 15:25 *
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