a me mi non si dice ma però


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a nulla!
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mercoledì, 23 aprile 2008
La ragazza drago




Sofia, una ragazza orfana di 13 anni, un bel giorno viene adottata da un misterioso professore di Antropologia. Egli la porta via dall'istituto in cui ha passato tutta la sua breve vita in favore di una casa vicino al lago di Albano, tra natura e boschi ameni che nascondono molte cose. Perchè c'è mistero attorno alla protagonista, allo strano neo che ha sulla fronte. Sofia è l'erede di Thuban, un drago millenario di una civiltà ormai estinta. Il male è incarnato in Nidhoggr, terribile viverna che cova il suo odio dai recessi della terra. Il sigillo millenario che lo ha imprigionato sta infatti per venire meno, e si prospetta una guerra lunga e sanguinaria.
Con la sua ultima fatica, Licia Troisi vira verso il fantastico, abbandonando per la prima volta i paesaggi del Mondo Emerso e il genere fantasy che l'ha resa famosa.
Un libro, La ragazza drago, che ho letto con trasporto e coinvolgimento. L'ambientazione è peculiare: la storia si svolge tra Roma, il lago di Albano e Villa Mondragone, perdendo l'epicità tipica di un mondo immaginario in favore di un registro più realistico, nei mezzi e nelle vedute. Lo stile è il medesimo di sempre, efficace e mai prolisso, mira al sodo senza esibirsi in sterili giochi di retorica. Ma La ragazza drago è anche un romanzo ricco di idee che gettano le basi per una saga dalle prospettive interessanti, con una protagonista che è lontana anni luce dai canoni dell'eroina senza macchia e senza paura.
Sofia è una ragazzina, con tutti i pregi e le debolezze del caso. Soffre di vertigini, ha alle spalle un passato difficile e non riesce a comprendere la grandezza dei poteri che albergano in lei.
I suoi saranno mesi di crescita durissima, accompagnati da una fragilità che non le impedirà comunque di apprendere come usare L'occhio della Mente e di trovare il frutto dell'Albero del Mondo, fino al primo volo, quando sarà pronta a spiegare le ali di Thuban. Al suo fianco troviamo il professore, mentore e confidente, nonchè il padre che non ha mai avuto, e Lidja, una circense a cui sembra accomunata dal destino. Quest'ultima, spavalda e diffidente, rappresenta solo una faccia diversa della stessa medaglia, poichè nonostante la grinta e il coraggio, è di Sofia che avrà bisogno alla fine di tutto. E' tra una fuga dall'Assoggettato Mattia, un inganno fatto di innesti e ali meccaniche, e un'immersione nel buio del lago che vivremo le loro avventure.
L'ultimo lavoro di Licia è forse anche il più ricco di riferimenti alla sua vita personale, come se lei in fondo volesse rendere partecipe il lettore di passioni che travalicano la pagina.
Il professor Georg Schlafen (dal tedesco dormire), originario di Monaco di Baviera, il continuo ammiccare verso le stelle e l'astronomia, tra Pleiadi, Orione e Venere, le riflessioni su una città multiforme come Roma sono solo alcuni degli aneddoti che ho trovato leggendo. Un buon libro, all'altezza delle aspettative, nonostante abbia notato una frettolosità di fondo che per alcune cose continua a rimanere, oltre a un abbassamento del target di riferimento. Niente violenza, quindi, nè spargimenti di sangue. Dimenticate Yeshol, Il Tiranno e La setta degli assassini, poichè non troverete quel genere d'emozione. L'oscurità dei cicli precedenti è spazzata via dalle ali di Sofia, un nuovo vento accarezza il lettore.
Licia si mette in discussione, e vince. Paolo Barbieri, l'artefice di una copertina così evocativa, la più bella di tutte oserei dire, la segue a ruota.
Ragion per cui, se avete amato la Troisi è da acquistare a occhi chiusi, perchè non c'è libro più sincero di questo. Di contro, se Cronache e Guerre non vi sono andate giù, pur nella sua freschezza non sarà La ragazza drago a farvi cambiare idea. A voi la scelta!

* a me mi è stato detto da StefanoRomagna alle 01:22 *
* amemi link * commenti (5) * libri *




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